Natale Guido Frabboni nacque a Parigi il 24 dicembre 1926, da genitori emigrati in Francia per motivi di lavoro. Già nel 1927 si spostò a San Pietro in Casale con la madre Genoveffa Persici. Nel 1937 la famiglia si trasferì nella barchessa di via Giacomo Matteotti numero 137, quando il nonno paterno trovò lavoro come giardiniere del parco di villa Paolo Berselli, la nuova proprietà subentrata alla famiglia Bonora. Nel 1939 lo raggiunse anche il padre Anselmo, conosciuto come Giuseppe. 

Chiamato Mario Persici alla nascita, dopo la terza elementare il bambino venne registrato all’anagrafe come Natale Guido Frabboni, ma tutti continuarono a chiamarlo Mario.

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La sua formazione comprese un apprendistato presso un artigiano calzolaio dopo le scuole elementari e il conseguimento del diploma di scuola media.

Sensibile alle tematiche politiche e sociali, abbracciò le idee socialiste. Dopo il proclama di armistizio del capo del governo italiano Pietro Badoglio, dell’8 settembre 1943, che annunciava le trattative con le forze alleate anglo-americane per la resa, Frabboni aderì ai costituendi gruppi partigiani, partecipando ad alcune azioni che portarono alla liberazione del paese dai nazi-fascisti. Nel 1947 aderì al Partito socialista unitario (PSU), poi al Partito socialista democratico italiano (PSDI).

Dopo la guerra Frabboni fece il calzolaio con lo zio Silvio Minozzi. Minozzi era un calzolaio per signori che lavorava per Mantellassi a Bologna, vendeva calzature a Sanremo, a Roma, a Opatija in Croazia e aveva trentaquattro artigiani in casa.

Nel 1950 lasciò l’attività artigianale per divenire responsabile dell’Ufficio di collocamento comunale, sito in via Magli. Incarico che mantenne fino al pensionamento nel 1980. Fondò il sindacato dei collocatori della Unione italiana del lavoro (UIL), di cui divenne dirigente nazionale.  

Lesse molti libri e dipinse sin da ragazzo, poiché era cresciuto in un ambiente di rara bellezza che lo aveva stimolato, Villa Berselli. Era diverso dai suoi coetanei, portava i capelli lunghi, il papillon e le scarpe di due colori diversi. Si sentiva incompreso e ne soffriva, ma riuscì a canalizzare il suo tormento nell’arte e nell’artigianato, complice il tempo libero concesso da un lavoro che terminava ogni giorno alle ore 14. Estroso, intelligente, fantasioso, se gli serviva una cosa se la faceva. Forgiava il ferro con il fabbro Grandi che lavorava nella barchessa di fronte, cuoceva le ceramiche nel forno che si era costruito in giardino. 

Nel 1960 sposò Ivana Cesari, detta Ivonne. Poco prima, nel 1958, aveva iniziato a dipingere assiduamente. Nel 1969 organizzò la sua prima mostra personale alla Galleria Galvani a Bologna. A questa seguirono diverse altre mostre personali e collettive in diverse città d’Italia. Nel 1970 ottenne il premio Suzzara e il premio Argenta. Nel 1971 venne invitato a partecipare alla IX Biennale d’Arte Sacra dell’Antoniano a Bologna e fondò lo Studio Immagini Alternative, un collettivo di artisti che esponeva in una propria galleria a Bologna e in altre gallerie d’Italia, e che promuoveva dibattiti politico-culturali. Nel 1972 espose le sue opere con il collettivo, sia al Centro Attività Visive del Palazzo dei Diamanti a Ferrara sia a San Pietro in Casale. 

Dedicò gli ultimi anni della sua vita ai viaggi e alla pittura. Morì in casa il 26 settembre 1994, di cirrosi epatica. Pochi giorni prima della morte aveva consegnato alla moglie Ivana Cesari una lettera in cui manifestava il desiderio di lasciare il suo patrimonio immobiliare ed artistico ai concittadini di San Pietro in Casale, una casa in cui allestire secondo il suo volere “una specie di museo”. Le sue volontà vennero esaudite e la donazione al Comune venne perfezionata nel marzo del 1998. Pochi anni dopo, il 23 febbraio 2002, morì Ivana Cesari. I lavori di recupero dell’immobile, eseguiti sotto la guida di dell’architetto Pier Luigi Cervellati, terminarono nel 2003 e portarono all’apertura di Casa Frabboni, contenente al suo interno il Museo della Città e una Sala mostre.

Contenuti testuali a cura di Marianna Biondi