Il piano terra, oggi luogo dedicato all’allestimento di mostre temporanee, si compone di due anticamere, un ampio salone e la cantina del Frabboni ricomposta con i suoi oggetti.

La prima delle due anticamere è deputata all’accoglienza museale ed espone pannelli che mostrano immagini di Casa Frabboni prima dei restauri del 2003. Alcune fotografie in bianco e nero, realizzate dal fotografo Daniele Lelli, presentano gli esterni e il piano terra dell’abitazione, quando ancora era vissuta dai coniugi Frabboni.

Altre fotografie, da attribuire al medesimo fotografo e allo Studio di restauro Pier Luigi Cervellati che eseguì i lavori sull’immobile, riguardano l’atelier del pittore, già collocato al primo piano e nel sottotetto.

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L’ampio salone, interrotto al centro da un pilastro, ha la porta principale sul lato ovest. Quest’ultima, rifinita con elementi in ferro battuto, si riconosce in una fotografia di Daniele Lelli: un’immagine suggestiva, che riprende un angolo del salone ancora abitato dal Frabboni e ci consente di immaginare la casa arredata nella parte che corrispondeva alla sala da pranzo. Si vede un pavimento in marmo, sul quale è posato un tappeto persiano, un soffitto a travi, con un lampadario in ferro battuto fissato a una trave, una grande vetrina incastonata nel muro, accanto alla porta, un grande tavolo ovale, completo di otto sedie dipinte dal pittore con pizzi sugli schienali e croci sulle sedute, davanti alla vetrina, e un grande quadro, che ha per soggetto San Giorgio che uccide il drago per salvare la principessa, appeso alla parete. Un’altra fotografia ci mostra un altro angolo del salone, adibito a salottino, con pareti rivestite di tavole di legno piallato, a cui sono appesi un noto quadro del Frabboni con Sassi e frammento lapideo e la collezione di orologi del pittore. Ai muri sono appese inoltre diverse icone devozionali, realizzate dall’artista con alcune ante di finestre della scuola De Amicis, recuperate quando vennero rinnovati gli scuri.

A est del salone si trova la cantina, arredata e testimone dell’amore del Frabboni per il buon vino. Nel vano che conduce da una parte alla cantina interna e dall’altra all’androne esterno è collocato il busto marmoreo di Anacleto Bonora, posato su un piedistallo. Un manufatto voluto dal Comune di San Pietro in Casale per omaggiare e ricordare il fondatore del locale ospedale, originariamente installato nella struttura sanitaria. Anacleto Bonora, facoltoso cittadino, ricoprì vari incarichi in Municipio dal 1845 al 1879, si interessò alla sistemazione di strade, fu ispettore del Corpo dei pompieri e, col dono di un fabbricato e di un terreno di sua proprietà, promosse la costruzione di una struttura dedicata all’assistenza sanitaria della popolazione. L’ospedale, capace di trenta letti e specializzato in terapia clinica e chirurgica, venne inaugurato il 19 luglio 1896. Chiuso nel 1993, oggi è sede degli uffici dell’Unione Reno Galliera. Sul piedistallo che sostiene la scultura si legge la seguente iscrizione: AD ANACLETO BONORA BENEFICO FONDATORE DI QUESTO NOSOCOMIO IL MUNICIPIO RICONOSCENTE POSE. S. PIETRO IN CASALE MDCCCXCIV.

La firma dello scultore Carlo Monari è incisa sul retro del busto: C. Monari f 1893.

Contenuti testuali a cura di Marianna Biondi

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